Unetenet – Arrestati quattro olbiesi

unetenet indagine

Arriva dalla Sardegna la notizia dell’arresto di quattro persone, tre uomini e una donna, accusati di associazione a delinquere, finalizzata alla truffa attraverso il famosissimo network da investimento, Unetenet.

Unetenet nasce nel luglio del 2013, anche se all’epoca, la proprietà dichiarava di essere attiva già dal 2008, proponendosi nel mercato del guadagno online.

Sulla scia di Telexfree e dei guadagni facili, il web si è riempito immediatamente di annunci che promuovevano questa nuova attività.

Unetenet si presentava come un’azienda leader nell’internet marketing, attraverso la realizzazione di prodotti e servizi a disposizione di tutte le persone che avevano intenzione di promuovere la propria attività online, quindi parliamo di squeeze page, landing page e autoresponder, una nicchia di mercato quindi, che però è riuscita ad attrarre l’attenzione di milioni di persone, attirate dalla possibilità di guadagno.

L’investitore, previa registrazione e acquisto di un pacchetto di attivazione, a condizione di eseguire un’attività di marketing settimanale, guadagnava un fisso, in proporzione al proprio investimento. Inoltre, attraverso la sponsorizzazione di altre persone interessate, aveva dei guadagni aggiuntivi derivanti dalla rete.

Nel dettaglio vediamo i costi di attivazione per ogni pacchetto e i relativi guadagni corrisposti per la pubblicazione di annunci promozionali su siti consigliati dalla stessa Unetenet, facendo un rapido conto l’investimento più importante “garantiva” un ritorno a fine anno del 275%.

pacchetti unetenet

In pochi erano intenzionati a fare attività di marketing, la maggior parte degli utenti di Unetenet non sapeva neanche cosa fosse una landing page, in molti aprirono più posizioni, costruendo una sorta di “auto-rete” incrementando notevolmente il guadagno totale.

Il business non rimase confinato su Internet, si organizzavano incontri, conferenze, promozioni, sembrava il network perfetto, poca fatica profitto massimo. Ma qualcosa cominciò a incrinarsi nell’estate del 2014, Telexfree cambiò il piano marketing, obbligando i suoi iscritti a fare rete per continuare a guadagnare, gente che non sapeva promuoversi passò a Unetenet, poi quando Telex chiuse definitivamente i battenti sotto i colpi dell’FBI e della SEC, Unetenet rimase l’ultima frontiera, raggiungendo un’utenza che la proprietà non riuscì a gestire.

Stando ai comunicati dell’azienda, avendo un volume di transazioni troppo alto, le banche avevano congelato i conti correnti per verificare le attività di Unetenet e nell’attesa di una soluzione, s’inventarono una moneta sociale, l’UnetCoin, che poteva essere scambiato tra gli utenti, per l’attivazione dei pacchetti, ma addirittura alcuni esercizi commerciali lo accettarono come metodo di pagamento. La convinzione di questa moneta sociale era molto forte, le accuse di truffa venivano prontamente rispedita al mittente, tutto questo durò per un paio di mesi, poi piano piano, la consapevolezza di essere stati truffati si fece spazio nella mente degli ultimi investitori.

Eh si, perché chi entrò all’inizio, nel luglio del 2013, di soldi ne fece tanti, come A.P. di 39 anni, R.L.G di 50 anni, A.G. 26 anni e C.M. di 38 anni, arrestati dai carabinieri nei giorni scorsi, proprio per la faccenda Unetenet. Una delle persone indagate è un promotore finanziario, presumibilmente molti dei suoi clienti sono stati indirizzati verso questo tipo d’investimento, ma questa è solamente un’ipotesi.

Il giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Cristiano, non ha convalidato l’arresto in quanto, a suo parere, non sussiste il pericolo di fuga degli indagati. L’indagine è partita dalla denuncia di uno studio di avvocati, che stima il ricavato dell’organizzazione intorno ai 150.000 €.

In questo momento altre class action stanno partendo contro iniziative similari come la già citata Telexfree e OneThor. Attenzione ai soldi facili, perché poi il conto potrebbe essere salatissimo.

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