Tassazione Network con sede all’estero

tasse network marketing

Nell’articolo precedente, relativo al tema della tassazione nel network marketing, abbiamo analizzato la situazione fiscale di un’azienda inquadrata all’interno della legge 173 del 2005.

Come abbiamo visto in quel caso gli adempienti per l’incaricato sono ridotti al minimo, in quanto egli dovrà preoccuparsi solamente del versamento della IVA alle singole scadenze, una volta superati i 5000 € di commissioni.

Nel caso invece in cui si collabori con un’azienda estera, il discorso cambia radicalmente. Tanti di voi potrebbero essere convinti che in questo caso non di debba pagare nulla al fisco, visto che la società ha sede in un altro paese. Niente di più sbagliato; ogni cittadino residente in Italia è assoggettato al fisco italiano, indipendente dalla provenienza dei propri redditi.

La premessa corretta è la seguente : se l’azienda in questione non versa all’erario le imposte dovute, sarà onere dell’incaricato provvedere a pagare le tasse.

Valutare il piano marketing per individuare la tassazione corretta

Nel momento in cui si aderisce ad un’azienda estera di Network Marketing estera, bisogna leggere con attenzione il piano compensi per capire le finalità del business in questione. Nel caso vi sia un prodotto reale da sponsorizzare e veicolare, rientriamo nella fattispecie dei redditi commerciali, mentre nel network di puro investimento, siamo nella sfera dai redditi da capitali. In quest’ultimo caso v’invito a fare molta prudenze e d’informarvi bene sulla natura dell’azienda, perché lo Stato Italiano non va tanto per il sottile contro la promozione di piramidi finanziarie e catene di Sant’Antonio.

Network commerciali senza codice fiscale in Italia

Appartengono a questa tipologia tutte quelle aziende che commercializzano un prodotto o servizio che non hanno aperto una sede legale in Italia e di conseguenza non si sono adeguate al nostro sistema fiscale. Tanto per fare alcuni nomi, possiamo citare Jeunesse, Belcorp, Nu Skin e WorldVentures, tutte aziende di comprovata validità che però non hanno una posizione fiscale in Italia.

In questi casi non si potrà usufruire del regime fiscale agevolato, previsto dalla legge 173 del 2005 e le entrate derivanti dall’attività commerciale andranno a fare cumulo fiscale con gli altri redditi dell’incaricato, che dovrà regolarsi con l’aliquota relativa al proprio scaglione d’imposta.

Sarà necessario tenere una contabilità dell’attività, attraverso un foglio elettronico, nel quale indicare le commissioni ricevute e le spese sostenute nel corso dello svolgimento dell’attività, conservando tutta la documentazione relativa a certificazione dei costi affrontati, come scontrini, ricevute, ticket e tutto il resto.

La dichiarazione è obbligatoria e si effettua attraverso la compilazione della sezione II del quadro RL del Modello Unico, dove alla riga RL14 nella colonna 1 indicheremo le entrate percepite, mente nella colonna 2 si andrà a dichiarare l’importo totale delle spese affrontate. Il reddito netto ottenuto sottraendo i ricavi dalla spese saranno aggiunti al quado RN1, che come abbiamo detto andranno a fare cumulo fiscale con le altre entrate.

unico-rl

Al superamento dei 5000 € netti, diventa obbligatoria l’iscrizione all’INPS con la gestione separata e l’apertura della Partita IVA.

Per i lavoratori dipendenti , sprovvisti di partita IVA, è possibile dichiarare le entrate dall’attività di Network Marketing, svolta in maniera saltuaria, attraverso la compilazione del rigo D5 del modello 730, con le stesse modalità che abbiamo spiegato per l’Unico.

Network da investimento

Nel caso invece, l’azienda in questione, non si dedichi alla commercializzazione di un prodotto commerciale (faremo un breve accenno alla questione dell’oro da investimento che non è inquadrato in questa tipologia), ci spostiamo sui redditi da capitale. Non sussiste l’obbligo d’iscrizione all’INPS e viene applicata l’imposta sostitutiva attualmente al 26%.

La tassazione si applica alle plusvalenze, nel senso che se ad esempio abbiamo acquistato un pacchetto da 5.000 €, e alla chiusura del programma o comunque dopo i tempi stabiliti dal contratto, ci vediamo tornare indietro 7.500 €, dovremo pagare le imposte sui 2.500 € di plusvalenza, ai quali andrà applicata l’imposta sostitutiva.

La dichiarazione dei redditi si effettua mediante la compilazione del rigo RT41 del modello Unico e nel caso di movimenti superiori a 10.000 € verso l’estero, su base annua, si dovrà compilare anche il quadro RW, ai fini del monitoraggio fiscale.

modello unico

Tassazione piani accumulo oro da investimento

Come ho appena accennato, le aziende che commercializzano oro da investimento, come Emgoldex o Goldbex, meritano un discorso a parte. Ho notato che nei forum del settore c’è molta confusione a riguardo, quando molte persone che hanno aderito all’iniziativa danno informazioni fuorvianti riguardo alla questione fiscale di queste aziende.

Il primo dubbio a cui dobbiamo rispondere è se queste aziende sono lecite. Il riferimento normativo in tal senso è la legge 7 del 2000, posta in essere dal Parlamento su direttiva europea, che uniforma il nostro ordinamento a quello degli altri paesi, eliminando il monopolio di Stato sulla materia e consentendo a chiunque di comprare oro da investimento, anche all’estero.

Anche in questo caso siamo nelle rendite da capitali, con imposta sostitutiva del 26%, come possiamo estrapolare dall’articolo 67, comma 2, paragrafo C, del Testo Unico delle imposte sui redditi che sancisce : “le plusvalenze, diverse da quelle di cui alle lettere c) e c-bis), realizzate mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di titoli non rappresentativi di merci, di certificati di massa, di valute estere, oggetto di cessione a termine o rivenienti da depositi o conti correnti, di metalli preziosi, sempreche’ siano allo stato grezzo o monetato….

4 opinioni su Tassazione Network con sede all’estero

  1. Giancarlo Belloni
    4 anni fa

    Aggiungerei una valutazione!
    Se l’azienda non ha una posizione fiscale in Italia non solo non solo non si può essere inquadrati come incaricati alle vendite a domicilio 173/2005, ma si rischia di essere inquadrati come una attività commerciale.
    Anzi le persone che operano con aziende che non hanno un riconoscimento ufficiale come aziende di vendita diretta che si avvalgono di incaricati, agiscono al di fuori delle norme vigenti, non potrebbero promuovere i prodotti e l’attività al di fuori dei “propri” locali commerciali, per i quali devono chiedere una licenza con tutte le conseguenze che ne derivano; in pratica niente meeting, niente presentazioni, niente party Plan!

  2. Antonio
    2 anni fa

    attività come GetMyAds e Recyclix come vanno inquadrate fiscalmente? Ne sento di tutto un po’, anche da commercialisti, quindi brancolo nel buio + totale… Grazie!

    1. Giancarlo Belloni
      2 anni fa

      Tutti i proventi e i redditi andrebbero denunciati ai fini delle tasse!
      Premetto che da alcuni siti specializzati Recyclix è considerato uno schema di Ponzi, quindi illegale. Quindi denunciare questi redditi può essere molto complesso, non si denuncia i proventi da truffe o rapine.
      Anche GetMyAds ha una pessima reputazione internazionale (leggi su: behindmlm.com).

      In ogni caso puoi chiedere ad un commercialista, ma penso che il “Promoter Marketing” possa essere una posizione fiscale valida, ma devi aprire P.IVA e INPS; ne vale la pena solo se i tuoi guadagni sono seri, se ti guadagni 100€ al mese penso che ti convenga non fare nulla e pregare!

  3. Nicola
    2 anni fa

    Desidererei sapere a chi devo rivolgermi per una consulenZa in investimenti esteri (investimenti di vario tipo on-line)

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