Google AMP e Facebook Instant

google amp e facebbok instant

Facebook e Google sono in competizione per accaparrarsi gli introiti pubblicitari generati dai dispositivi mobili. Secondo le dichiarazioni ufficiali, Instant Articles e AMP sono nati per soddisfare una migliore esperienza utente, con un caricamento più veloce da mobile, ma ovviamente le motivazioni principali riguardano il fatturato e la quota di mercato.

Per molti è un ritorno al passato, per altri un’ottima possibilità per ottenere più visibilità, altri ancora guardano con sospetto alla novità, preoccupati di perdere i guadagni della pubblicità.

Chiariamo subito il mio pensiero, se hai un sito di news devi implementare FB Instant Articles e Google Accelerated Pages. Se invece hai un e-commerce, un blog informativo o qualsiasi altra tipologia di sito, lascia perdere, perchè non ne avresti nessun beneficio.

Per chi non sa nulla di queste nuove tecnologie, cerchiamo di fare un piccolo riassunto di quello che è successo negli ultimi tempi.

Instant Articles di Facebook

Facebook ha lanciato Instant Articles per ridurre i tempi di caricamento da mobile, creando degli articoli che si caricano “immediatamente”, nel momento in cui vengono visualizzati dallo smartphone. Il formato visualizzato limita il contenuto all’essenziale, in particolare vengono eliminati la pubblicità e il menu di navigazione. In sostanza Facebook “imprigiona” l’utente nel proprio ambiente, sperando di mantenerlo impegnato a leggere altri contenuti, senza abbandonare la piattaforma.

Per quanto riguarda la pubblicità, Facebook lascia liberi i publisher di scegliere due strade:

  • Utilizzare banner statici, mantenendo il 100% delle entrate
  • Lasciare a Facebook la gestione degli annunci, con Facebook Audience Network, in cambio del 30% delle entrate

Gli sviluppatori che vogliono implementare Instant sul proprio sito, possono dare un’occhiata alla documentazione ufficiale di Facebook.

La data di rilascio ufficiale è stata fissa al 12 aprile, ma abbiamo già alcune testate che la utilizzano come beta tester, ad esempio La Stampa e Leggo. Un contenuto Instant è riconoscibile dall’icona con il fulmine, ovviamente visualizzabile solo da mobile.

Google AMP

Google Accelerated mobile pages si propone più o meno allo stesso modo, con un layout minimale , senza l’ausilio di Javascript, riducendo i tempi di caricamento di almeno 4 volte. La domanda che in molti si pongono a questo punto è la seguente: abbiamo implementato la tecnologia responsive per niente?

È vero che la creazione di un sito responsive ha migliorato di molto l’esperienza utente da mobile, ma in molti casi, vengono mantenuti elementi (banner in primis) che non sono adatti ad una connessione 3G.

Google AMP è fondamentalmente un modo per creare contenuti caricati velocemente, separandoli dalla piattaforma di appartenenza, ma rispetto a Facebook Instant il publisher può monetizzare il traffico come meglio crede.

Come vediamo dallo screenshot, effettuato dal mio Samsung Galaxy S5, con la query “Oscar 2016”, ci compare un box con i risultati presi dalla news. Notiamo l’icona con il fulmine e la dicitura AMP.

serp con amp

A mio avviso, il presupposto fondamentale per apparire in quel carosello è l’appartenenza al circuito Google News, ma questo è tutto da verificare.

Se invece effettuiamo una ricerca non legata ad una news, ad esempio “come preparare il caffè”, il box con i risultati AMP non compare. Abbiamo i classici risultati di ricerca, tra i quali notiamo anche un video tutorial proveniente da Youtube.

serp senza amp

Per implementare la tecnologia AMP sul proprio sito, seguite la documentazione ufficiale di Google.

Chi deve implementare AMP e Instant

Come abbiamo visto, questa nuova tecnologia è indirizzata esclusivamente ai siti di news. Per quanto riguarda tutte le altre tipologie di sito, non ha senso perdere tempo con codici e plugin, quando poi si sarà esclusi dai risultati.

In questi giorni, negli ambienti SEO c’è molto nervosismo, in molti sono convinti che Google possa considerare l’implementazione di AMP come un fattore di ranking, convinzione che arriva da una comunicazione di Google che tramite Search Console ha avvisato alcuni webmaster che AMP potrebbe portare vantaggi significativi. A tal proposito vi consiglio di leggere questo articolo scritto dal Tagliaerbe.

Ritengo però, più interessante un post di Giorgio Taverniti su Google Plus, in cui sostanzialmente si critica l’atteggiamento di alcuni SEO, con la loro smania di seguire alla lettera le indicazioni di Google. In fin dei conti, quando ci fu detto che l’implementazione dell’HTTPS avrebbe dato una spinta ai siti con connessione cifrata, in molti hanno fatto la migrazione, rimanendo poi molto delusi dagli effettivi benefici, in termini di posizionamento.

Allo stesso modo, però, io sono d’accordo anche con chi dice che non ha senso rimanere indietro, per cui se hai un sito di news, datti una mossa perché i tuoi concorrenti stanno già usando AMP.

Per quanto riguarda Facebook, gli utenti sicuramente apprezzeranno il fatto di non essere bombardati dalla pubblicità, di poter leggere l’articolo in santa pace, ma è anche vero che l’editoria ormai vive solo con la pubblicità e il traffico principale arriva proprio dall’ambiente social. Bisognerà considerare nei prossimi mesi, il calo delle entrate.

Plugin per WordPress

pagefrog

Se volete adattare AMP e Instant sul vostro blog WordPress, si sta parlando molto bene del plugin PageFrog, che per il momento sembra essere la soluzione migliore.

Il plugin genera automaticamente le pagine adattate per FBIA E AMP, con la possibilità di vedere l’anteprima in tempo reale. In questo modo si ha la certezza di generare un contenuto professionale per i nuovi standard.

Sono risolti i problemi che hanno riscontrato i primi tester, in primis il tracciamento delle visite con Analytics. PageFrog s’integra alla perfezione con lo strumento e c’è anche la possibilità di visualizzare le statistiche provenienti da Facebook Insights direttamente dall’interno di WordPress.

E per quanto riguarda la monetizzazione, basta collegare i propri account di Facebook Audience Network e AdSense di Google per visualizzare i banner con il pieno controllo sul posizionamento degli annunci e la frequenza di visualizzazione.

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