Significato e utilizzo delle tassonomie

tassonomie

Dopo aver compreso la differenza tra pagine e post in WordPress, oggi andiamo ad analizzare un altro importante aspetto di questa piattaforma: le tassonomie.

Questo termine così complicato, in realtà ha un significato molto semplice; organizzare dei contenuti in base a delle caratteristiche comuni. Ti ricordi a scuola, quando la maestra ti ha spiegato gli insiemi?

Supponiamo di andare al supermercato, dove troveremo il banco della frutta e verdura. Tutti gli elementi che ci troviamo di fronte appartengono a due insiemi. Il nostro cervello riesce a categorizzarli perché nel corso degli anni abbiamo imparato a riconoscerne gli elementi caratteristici. Siamo in grado di catalogare una mela e un’arancia nella stessa categoria. Allo stesso modo, sappiamo che gli spinaci e i broccoli sono due tipi di verdura.

Gli elementi ortofrutticoli che stiamo prendendo come esempio, possono essere aggregate anche secondo altre logiche. Avremo gli agrumi, un tipo di frutta dal sapore aspro e dalla buccia rugosa, dove collochiamo limoni, arance, mandarini e pompelmi. Ma sappiamo anche che sia la frutta che la verdura sono cibi freschi, pomodori e albicocche sono cibi estivi, le banane e gli spinaci sono un’ottima fonte di potassio, etc.

Con questi esempi abbiamo capito la differenza tra categorie e tags. In WordPress dobbiamo aggregare i contenuti usando le stesse logiche.

Gestione delle categorie

Le categorie del blog rappresentano le macro-aree delle tematiche di cui ti occupi. Generalmente utilizziamo il menu di navigazione per indirizzare l’utente all’interno delle categorie, perché siamo consapevoli che rappresentano una parte molto importante di tutto il progetto editoriale.

Abbiamo anche la possibilità di creare delle sottocategorie, dove collocare articoli che approfondiscono un argomento rilevante, che merita un’aggregazione maggiore rispetto a quella fornita dai tags. In questo caso si presenta il problema che WordPress mostra gli articoli della sottocategoria anche nel feed della categoria genitore. Per ovviare a questo problema possiamo creare un filtro nel file functions.php del tema utilizzato in questo modo:

Come si crea una categoria

Le categorie vanno definite a monte, ma abbiamo anche la possibilità di crearle all’interno di un articolo, nel box laterale dell’editor di testo. Come ti ripeto, non è la strada da seguire, perché la struttura di un blog deve essere impostata nella fase di progettazione.

creazione categoria

Il modo corretto di creare una categoria consiste nel portarsi all’interno della sezione Articoli – Categorie, dove lavorare con tutta calma.

La voce Nome non credo che abbia bisogno di tante spiegazioni, devi semplicemente dare una denominazione alla nuova categoria. Il campo Slug invece merita un po’ più di attenzione. Si tratta del parametro che gestisce l’url, sempre che tu abbia impostato i permalink con l’opzione nome articolo. In questo modo WordPress userà la Mod Rewrite di Apache, impostando gli url con le parole che compongono il titolo di un qualsiasi contenuto. Di default WordPress prende il titolo, ne scompone i termini, concatenandoli con un trattino, inserendo anche termini inutili. Elimina tutto quello che non serve, come congiunzioni, articoli, preposizioni, per rendere l’url friendly.

Se stiamo creando una sottocategoria dobbiamo associare la categoria genitore selezionandola dall’apposito campo. Infine, il campo Descrizione riguarda il metatag description, che introduce il contenuto dell’elemento, aggiungendo nella SERP una descrizione al di sotto del titolo.

gestione categorie

Gestione dei tags

Nella stragrande maggioranza dei casi, il blogger definisce le categorie d’interesse prima di creare gli articoli. Con i tags, invece, commette il grave errore di crearne decine ogni volta che pubblica un nuovo articolo.

Bisogna considerare che ogni volta che si crea un tag, stiamo inviando una nuova pagina a Google. Se hai già un blog, controlla i tuoi tags ed elimina quelli che sono assegnati ad un unico articolo.

In un’ottica di ottimizzazione SEO, i tags vanno visti come aggregatori di contenuti. Se riescono a intercettare qualche query, tanto di guadagnato. In pochi sfruttano questa possibilità, anzi criticano WordPress perché produce moltissimi contenuti duplicati. Quando ci si ritrova a dover mettere le mani in un progetto già avviato, molto spesso si decide d’impedire l’indicizzazione dei tags.

Questo è un errore. Un’aggregazione di contenuti ben struttura può portare dei benefici notevoli in termini di traffico.

Per evitare i problemi più comuni con i tags, vediamo alcune linee guida sul loro utilizzo:

  • Definisci i tags prima della creazione degli articoli, esattamente come hai fatto con le categorie
  • Associa gli articoli ai tags, e non il contrario
  • Usa dei tags che corrispondo a delle keyword con un traffico rilevante
  • Non usare la stessa denominazione per tags e categorie
  • Imposta la visualizzazione degli articoli nei tags come riassunti
  • Se un articolo non può essere aggregato ad un altro, non aggiungere un’etichetta
  • Lascia libero lo spider d’indicizzare tutti i contenuti
  • Non abusare dei tags, potresti andare incontro alla penalizzazione conosciuta come tag excess

WordPress è un software, non fa niente di sua iniziativa e non può leggere nella mente del blogger.

Consideriamo un altro aspetto importante, gli articoli correlati che si trovano alla fine di quasi tutti gli articoli. Quando un visitatore finisce di leggere un tuo articolo, ha due possibilità: rimane sul blog o se ne va.

Dandogli in pasto un ulteriore articolo di suo interesse, molto probabilmente leggerà anche quello, diminuendo la frequenza di rimbalzo, la metrica che misura quanti visitatori abbandonano il sito dopo aver visualizzato una singola pagina. Si capisce che una frequenza di rimbalzo troppo alta non è un buon sintomo e gli articoli correlati possono venire in nostro aiuto. La maggior parte dei plugin (ma non tutti) che visualizzano gli argomenti correlati, sfruttano i tags per trovare contenuti rilevanti a quello che si sta visualizzando. Ne consegue che il blogger ha un motivo in più per strutturare al meglio questo potentissimo strumento.

Come si crea un tag

Esattamente come le categorie; abbiamo la possibilità di aggiungerli direttamente in fase di stesura dell’articolo o d’impostarli nella sezione dedicata. Credo che ormai sia chiaro qual è il procedimento corretto.

Andiamo su Articoli – Tags e riportiamo le etichette che abbiamo definito in fase di progettazione.

creazione tag

WordPress ci viene anche incontro, mostrandoci in alto le tassonomie già create, evidenziando con caratteri più grandi quelle maggiormente utilizzate. Anche nel box di destra, nella colonna Conteggio, possiamo vedere se abbiamo lavorato bene, controllando quanti articoli vengono aggregati da questo strumento.

Quando si andrà finalmente a creare l’articolo, possiamo associare i relativi tags, scegliendoli dal box relativo nella colonna di destra.

associare un tag ad un articolo

Conclusioni

Su WordPress le tassonomie sono uno strumento molto potente che possono portare benefici, ma se usate male complicheranno molto la vita dello spider di Google, con evidenti ripercussioni sul posizionamento.

Quando decidi di creare un blog, nella fase di progettazione, dedica tempo anche nel definire come strutturare i contenuti, quali saranno le categorie e quali i tags.

Se riesci a creare delle buone relazioni, lascia aperta la strada all’indicizzazione di tutti i contenuti, creando dei tags che possano intercettare le ricerche degli utenti, che si ritroveranno in una pagina che offre più possibilità rispetto ad un singolo articolo.

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