Scrivere per il web

scrivere per il web

Finalmente siamo pronti per popolare il nostro blog con contenuti di qualità, abbiamo scelto il dominio, affittato un hosting e ci abbiamo installato sopra WordPress, non ci rimane che scrivere articoli che attirino l’attenzione degli utenti.

Per guadagnare con un blog abbiamo bisogno di traffico, lettori interessati ai nostri contenuti e che possiamo convertire in clienti e alimentare il nostro business.

Il traffico può arrivare grazie a diversi canali: le ricerche su Google (il cosiddetto traffico organico), campagne a pagamento, tramite i social network, attraverso un link su un altro sito o attraverso la semplice immissione dell’url nella barra degli indirizzi.

Tutti canali importanti, che possono lavorare simultaneamente, ma quello su cui bisogna concentrarsi all’inizio è il traffico organico. E qui sono dolori, la concorrenza è spietata. Internet è zeppa di contenuti e non c’è spazio per tutti, bisogna per forza di cose dare un valore aggiunto agli utenti, scrivere contenuti di qualità che coinvolgano i visitatori e di conseguenza i motori di ricerca.

Dimenticati completamente i metodi di scrittura tradizionale, quella dei libri e giornali per intenderci, sul web questa tipologia di scrittura non funziona. Ti faccio capire; quanto tu cerchi qualcosa su Internet cosa vuoi trovare ? Un testo che t’intrattenga o piuttosto delle informazioni chiare e sintetiche ?

La risposta è scontata, quindi abbandoniamo la scrittura creativa a favore di una scrittura informativa, breve nei concetti ma non lesinare mai le informazioni. Ma attenzione perché non è così semplice. È vero che dobbiamo scrivere per le persone e non per i motori di ricerca, ma qualche piccolo accorgimento per farsi trovare meglio nelle SERP (Serp Engine Results Page) bisogna adottarlo.

Utilizzo delle parole chiave

Sebbene Google negli ultimi anni ha migliorato tantissimo i suoi algoritmi riuscendo a capire di cosa realmente tratta un contenuto, un aiutino bisogna continuare a darglielo. L’elemento chiave su cui prestare più attenzione è il titolo dell’articolo, dove bisogna necessariamente usare le parole chiavi su cui si è puntato.

All’interno dell’articolo, per quanto si dica, la parte maggiormente considerata da Google è rappresentata dai primi paragrafi, a tal proposito ti posto un interessantissimo video di Francesco Margherita, autore di SeoGarden e amministratore del gruppo Fatti di SEO.

Francesco da il suo punto di vista sul posizionamento di Salvatore Aranzulla, che avrai sicuramente notato in prima posizione su Google per gli argomenti più disparati. Uno degli elementi chiave è sicuramente il fatto di avere alle spalle un sito molto autorevole come Virgilio, ma c’è un altro elemento da considerare: l’utilizzo di parole chiave correlate nel primo blocco dell’articolo e la ripetizione della keyword principale.

Vediamolo in reale, cerchiamo su Google “Come creare un sito” e il secondo risultato, su questa keyword molto competitiva è come immaginavamo un articolo di Aranzulla.

Ho evidenziato in verde il sapiente uso di parole chiave ripetute e correlate nel primo blocco, adesso hai capito di cosa stavamo parlando ?

scrivere come Aranzulla

È uno schema ricorrente, che chi frequenta il sito salta a priori per arrivare al secondo blocco dove è certo di trovare le istruzioni per risolvere il problema che lo affligge. Prendiamo esempio e replichiamo questo atteggiamento per i nostri contenuti, tanto un’introduzione va comunque fatta, non diamo libero sfogo alla fantasia parlando dei fatti nostri, ma utilizziamo lo spazio per comunicare a Google di cosa parla il nostro articolo. Anche l’utente presta molta attenzione ai primi paragrafi e in quel momento sta valutando se andare avanti o meno con la lettura.

Le persone hanno poco tempo, se quello che trovano nel primo paragrafo non li convince, torneranno indietro e cercheranno altrove. Se invece riusciamo a colpire la sua attenzione in questa fase, scorrerà velocemente il testo, da sinistra verso destra, in cerca delle informazioni di suo interesse.

Cura dei contenuti

cura dei contenutiSpostiamo l’attenzione sul secondo blocco, quello che deve informare l’utente. Tanto per cominciare non puoi andare troppo fuori dall’argomento principale del sito, mi spiego: se il tuo blog tratta di tecnologia, un articolo sul tema delle sagra del salciccia non ha molto senso, quindi cerca di produrre contenuti che siano sempre in linea con il tema principale.

Per esperienza e per sentito dire, i blog multitematici non funzionano, a meno di non essere una testata giornalistica autorevole o un grosso portale. Non voglio fartela troppo complicata, usando paroloni troppo tecnici, ma in sostanza se Google ha due alternative da posizionare in prima posizione, quasi sicuramente sceglierà il sito che tratta solo un argomento specifico, con il presupposto che conosca meglio la questione. I contenuti di un sito multitematico li possiamo paragonare alla ruota del criceto, girano in continuazione senza andare da nessuna parte.

Inoltre produrre contenuti in linea con l’essenza del blog, rafforzano la semantica di quest’ultimo, contribuendolo a spingerlo in alto per le keyword principali. Se proprio vuoi parlare di altro, apri un altro dominio o al massimo un sottodominio, da collegare poi nel menu di navigazione. Ho sperimentato la cosa in un blog che trattava sia di network marketing che di trading; per entrambe le keyword non sono andato oltre la terza pagina. Se vogliamo, una correlazione tra questi due argomenti si può anche trovare; entrambi sono metodi di guadagno, ma allora sarei dovuto partire da questo tema, per poi sviluppare i vari rami.

Le informazioni che darai all’utente devono essere chiare, valide, originali e scritte correttamente.

Qualità del testo e utilizzo di elementi multimediali

immagini nel testoNon c’è bisogno di dirti che bisogna assolutamente evitare errori grammaticali, utilizza un programma di scrittura che ti faccia anche la correzione automatica, altrimenti rischi di pubblicare articoli con grossolani refusi che non piacciono ne a Google ne al lettore.

Fai attenzione ad alcuni particolari, come l’inserimento di cifre, alcuni preferiscono scriverle in lettere per esteso, altri numericamente, vedi tu, ma quando adotti uno stile, non cambiarlo durante la stesura del testo, altrimenti si farà più fatica a seguirti nella lettura.

Dividi il testo in paragrafi e quando puoi utilizza delle liste puntate o numeriche, aiutano a rilassare la lettura e a fissare meglio i concetti appena acquisiti. Utilizza il grassetto, ma non abusarne. Quando vuoi dare maggiore risalto a una parola o a una frase, non scriverla in maiuscolo, ma utilizza appunto il grassetto, ogni tanto, altrimenti perde il suo scopo. Così come il corsivo, che puoi usare per evidenziare le citazioni, i termini in inglese o parole tecniche che il lettore potrebbe non conoscere.

Utilizza immagini per illustrare visivamente i concetti espressi, ma attenzione al copyright. Anche le immagini vanno curate, in primo luogo non possono essere troppo pesanti, per cui ti consiglio di utilizzare dei programmi di fotoritocco o qualche tools online per ridimensionare e comprimerle. Inoltre utilizza per il nome del file una parola correlata con il testo dell’articolo e dato che Google non riesce a capire di che tipo d’immagine si tratti, fai molta attenzione al tag alt che in WordPress s’imposta nel campo Testo alternativo dello strumento Inserisci media, che serve appunto per comunicare a Google che cosa volevamo comunicare con quella foto.

Titolo e sottotitoli

headingSempre nell’ottica di offrire il miglior prodotto possibile sia ai motori di ricerca, sia agli utenti che a Google, dobbiamo dividere il testo dell’articolo in titolo e sottotitoli. Per farlo useremo gli heading tags, come puoi notare dall’immagine.

Grazie al CSS i tags avranno un formato diverso rispetto al resto del testo e allo stesso tempo comunicano ai motori di ricerca la struttura dell’articolo, con una precisa importanza gerarchica.

Il tag H1 deve corrispondere al titolo dell’articolo, la keyword principale e lo si può utilizzare una volta solamente, per i sottotitoli utilizza il tag H2, che al suo interno può contenere anche i tag H3, H4, e così via. È importante mantenere l’ordinamento, quindi non può esserci un tag H3, se nella pagina non è presente un tag H2.

Per l’utente, invece, la presenza di sottotitoli rende più fluente la lettura e richiama la sua attenzione se eventualmente si è distratto in presenza di concetti troppo articolati.

In WordPress, la struttura di titoli e sottotitoli si può impostare con lo strumento Paragrafo all’interno dell’editor di testo.

heading su wordpress

Link interni e riferimenti esterni

Il Web è fatto di collegamenti, linka nei tuoi articoli le tue fonti o riferimenti di siti autorevoli dove l’utente può approfondire alcuni elementi che tu accenni solamente o comunque fagli vedere che altri editori sono d’accordo su quanto tu affermi. Non avere paura che l’utente abbandoni il sito per visitarne un altro, ci guadagnerai comunque, in qualche modo. Magari l’utente giudicherà il tuo post obiettivo e utile, condividendolo sui social network, o magari la prossima volta che ha bisogno di nuove informazioni verrà direttamente sul tuo sito, ricordandosi dell’esperienza precedente.

Anche Google apprezzerà il gesto, facendoti salire nei risultati di ricerca, sempre che tu abbia linkato una risorsa valida e con un reale valore aggiunto per i visitatori. Attenzione alle parole utilizzate per descrivere il link, l’anchor text, il testo cliccabile che collega ad un’altra pagina, non usare frasi generiche come clicca, qui o leggi di più, ma neanche usare keyword ottimizzate e innaturali, che ultimamente non sono viste di buon occhio e possono essere scambiate per tentativi di manipolare i risultati delle SERP. Per stare tranquillo utilizza frasi composta da almeno 3 o 4 parole e che si contestualizzano bene con il resto del testo.

Allo stesso modo linka le tue risorse, sempre contestualizzandole, in questo modo diminuirai la frequenza di rimbalzo, ossia l’abbandono del sito da parte dei visitatori senza aver visualizzato una pagina diversa da quella d’ingresso.

1 opinione su Scrivere per il web

  1. nicola
    1 anno fa

    Grazie dei consigli, stavo pensando a lavorare con internet e la vendita di prodotti Amazion mi sembra una buona idea. Vedro di seguire i tuoi consigli, a partire dal sito Web

    Nicola

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