Tassazione Network Marketing

tassazione network marketing

Una delle discussioni più ricorrenti nel mondo del network marketing, riguarda gli aspetti civili e fiscali di questa attività, le informazioni disponibili in rete sono incomplete e spesso errate, con questo post cercherò di fare chiarezza e di dare tutte le informazioni in mio possesso.

La prima domanda che ci poniamo è chi può svolgere l’attività di Network Marketing in Italia. La risposta è molto semplice, non esistono particolari limitazioni di accesso in questa categoria, la può svolgere chiunque abbia compiuto 18 anni, non abbia pendenze penali e disponga della licenza da parte dell’azienda demandante.

Per quanto riguarda le persone che hanno già un proprio lavoro dipendente, i contratti collettivi nazionali privati non menzionano divieti per svolgere questa attività. Tuttavia esistono delle limitazioni per i dipendenti di alcuni enti pubblici, come ad esempio le forze dell’ordine. In ulteriori casi potrebbe sussistere l’obbligo di svolgere l’attività in maniera part-time, comunque sia, una richiesta d’informazioni al vostro ufficio del personale, risolverà ogni dubbio in proposito.

Ulteriori limiti sussistono per i trattamenti pensionistici e previdenziali, ad esempio le pensioni di invalidità possono subire una revoca, mentre gli assegni di disoccupazione, di mobilità e la cassa integrazione potrebbero subire una riduzione.

Veniamo all’aspetto della tasse, dove ci sono ottime notizie, infatti l’attività di network marketing è soggetta a una trattenuta definitiva alla fonte, questo significa che l’azienda, nel momento in cui eroga le provvigioni all’incaricato, ha già trattenuto l’importo destinato all’erario, per cui i compensi ottenuti sono al netto, liberi da qualsiasi altro impegno verso il fisco. La ritenuta è del 17.94%, infatti l’aliquota IRPEF è del 23% sul primo scaglione d’imposta, calcolata sul 78% dell’imponibile, inoltre essendo una trattenuta alla fonte, non sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Inoltre, i guadagni percepiti svolgendo l’attività d’incaricato alle vendite, non fanno cumulo con altri redditi, per cui non sussiste pericolo di aumenti di aliquota.

Superati i 5000 euro netti all’anno è comunque necessario aprire la partita IVA e iscriversi all’Inps. L’iscrizione all’ente previdenziale avviene alla gestione separata, secondo la legge 335 del 1995 che prevede un contributo complessivo del 28.72%, con un terzo a carico dell’incaricato. Anche in questo caso, sarà la casa madre a trattenere il 9.24% da versare all’Inps.

Tornando al discorso delle imposte, anche con il superamento dei 5000€ netti all’anno, la trattenuta sarà sempre del 17.94% e non si dovrà continuare a presentare la dichiarazione dei redditi.

Inoltre l’attività d’incaricato alle vendite non è soggetta agli studi di settore, all’iscrizione alla camera di commercio, e all’IRAP.

L’unico obbligo riguarda l’Iva, infatti le provvigioni percepite dall’azienda saranno al lordo e quindi sarà compito dell’incaricato versare l’IVA alle singole scadenze ; 16 marzo, 16 maggio, 16 agosto e 16 novembre.

Inoltre Il 27 dicembre è il termine ultimo per versare l’acconto Iva dovuto per le liquidazioni periodiche di chiusura dell’ultimo mese o dell’ultimo trimestre dell’anno.

Normalmente per questi adempienti ci si rivolge a un consulente che prepara tutte le pratiche, ci ricorda le scadenze e ci prepara gli F24 da inviare all’Agenzia delle Entrate.

Riferimenti normativi
Riferimento normativo Legge 173/2005
Regolamentazione attività Decreto legislativo 114/1998
Regolamentazione fiscale Decreto del Presidente della Repubblica 600/1973
Regolamentazione INPS Legge 335/1995
Codice Partita IVA 46.19.02
Versamento IVA F24 Trimestrale
Definizione ricavi Provvigioni
Versamento IRAP Non dovuto
Dichiarazione IVA Annuale con Modello Unico

18 opinioni su Tassazione Network Marketing

  1. Roberto De Musso
    4 anni fa

    Prima o poi lo stato si accorgerà del giro di soldi in questo settore e saranno dolori per tutti…

    1. GiancarloBelloni
      3 anni fa

      Lo stato sa molto bene quanti soldi girano nel settore!
      E sono contenti di ciò che incassano visto che le aziende trattengono le imposte agli incaricati e le versano nelle casse dello stato.
      Devi pensare che nel settore vi sono decine di migliaia di persone che percepiscono alcune centinaia di euro al mese e fare ispezioni fiscali a decine di migliaia di persone costa più di quello che rende!

  2. Antonio Lamberti
    4 anni fa

    Sveglia gente ! Siamo sommersi di tasse e il Network Marketing gode di una tassazione agevolata, perchè gli imprenditori non guardano a questo settore per i loro investimenti ? Niente Irap, nessun cumulo fiscale, niente spese per uffici, logistica, e cazzi vari !

    1. GiancarloBelloni
      3 anni fa

      Provo a risponderti, conosco imprenditori italiani che si sono avvicinati al network marketing è se ne sono allontanati come se gli avessero dato fuoco “alla coda”!
      Primo sono gli inaricati ad avere una fiscalità agevolata non le aziende, anzi queste sono maggiormente assoggettate a norme specifiche; secondo gli incaricati alle vendite possono lavorare con i privati e non con aziende, negozi o professionisti!
      Terzo con la cultura media degli imprenditori italiani ce li vedi a gestire una rete di incaricati?
      Oppure ci vedi quei direttori commerciali abituati alle tabelle Excel e ai grafici a torta a tenere un training di motivazione ad una rete di networkers?
      Inoltre per creare una azienda con le strutture per far funzionare un network matketing ci vogliono parecchi capitali e delle competenze, vista la dimensione ed il know how delle aziende ritengo molto difficile che vedremo delle aziende di successo italiane, forse qualche tentativo!
      Spero di sbagliarmi e di vedere la prossima star del mlm in una azienda italiana!

      1. Antonio Lamberti
        3 anni fa

        Ciao Giancarlo, nel mio commento non alludevo alla possibilità di un imprenditore di farsi carico di un’azienda di MLM, piuttosto mi riferivo alle tante attività che aprono e chiudono dopo pochi mesi. Alle persone che aprono un bar, una palestra e non riescono ad avere la massa di clienti necessaria per andare in profitto. Perchè non guardano al NM? Non c’è rischio d’impresa e la tassazione è agevolata..

        1. GiancarloBelloni
          3 anni fa

          Scusa avevo inteso male!
          Hai ragione, ma l’imprenditorialità italiana è competitiva mentre il MLM o NM è cooperativo, far entrare in testa che aiutando gli altri migliori te stesso e le tue possibilità di guadagno non è facile!

          1. Luca Terribili
            3 anni fa

            Loro sono abituati a sgomitare per emergere 😉

  3. Stefano Cedroni
    4 anni fa

    Quindi non si deve fare nessuna dichiarazione dei redditi ? Mi sembra strana come cosa.. Cioè, come fa lo Stato a sapere che tu compri un prodotto dall’azienda di Network Marketing e poi lo rivendi a un prezzo maggiore per fare profitto. Come si pagano le tasse così ???

    1. Luca Terribili
      4 anni fa

      Ciao Stefano, ti sembra strano perchè parti da un presupposto errato, in Italia l’incaricato non può comprare i prodotti e rivenderli, può presentarli, regalarli se vuole e se il cliente è interessato, trasmettere l’ordine all’azienda. Questa farà la spedizione, fatturerà, pagherà le commissioni al distributore e pagherà le tasse. Tutto chiaro ?

      1. Stefano Cedroni
        4 anni fa

        Si, ora ha un senso. Grazie mille e buona giornata

  4. Giancarlo
    4 anni fa

    Ciao Luca e complimenti per l’articolo. Ritengo che le informazioni siano corrette ma incomplete, mi spiego : in questo articolo viene descritta la situazione fiscale di un’azienda inquadrata nella legge 173/2005, purtroppo le aziende che sono in regola con la legge si contano sulla dita di una mano, alcune volte dichiarano ai distributori di aver svolto tutte le attività necessarie per gli adempimenti fiscali, quando poi sono sconosciute all’Agenzia delle Entrate.

    1. Luca Terribili
      4 anni fa

      Ciao Giancarlo e scusa se rispondo dopo un mese, ma il commento mi era completamente sfuggito ! Nel frattempo ho fatto un articolo dedicato alla tassazione quando si collabora con un’azienda di Network Marketing estera, lo trovi qui http://networktrading.it/tassazione-network-sede-estero/
      Un altro Giancarlo, invece, ci ha raccontato la sua esperienza con aziende che si spacciano per MLM e invece per il fisco andrebbero inquadrate come attività commerciali a tutti gli effetti. Trovi l’articolo qui : http://networktrading.it/differenza-network-marketing-ecommerce/

  5. idolo
    3 anni fa

    ciao e complimenti per la chiarezza dell’articolo. Vorrei porgerle una domanda. Sono un dipendente pubblico e svolgo l’attività di network marketing. L’azienda (DXN) a cui ho aderito mi corrisponde una cifra sugli ordini che faccio e sui clienti che tramite me acquistano dall’azienda, diventando a loro volta distributori indipendenti (L. 173/2005). Tale cifra è su un fondo che io non ho intenzione di prelevare e che vorrei diventasse un salvadanaio per i miei figli. Come regolarmi con il fisco se la cifra dovesse aumentare. Attualmente, la cifra è di poco superiore allo zero, perché ho cominciato da pochissimo. Grazie

    1. Luca Terribili
      3 anni fa

      Salve idolo, per quanto riguarda la sua questione, rientriamo nella sfera delle rendite finanziarie. Una volta che DXN le ha versato le commissioni e risolto la questione con l’errario, lei di quei soldi può fare quello che vuole. Nel suo caso, depositandoli su un fondo d’investimento, dovrà fare questa domanda al suo intermediario finanziario. Io credo che dovrà pagare il 26% sui rendimenti maturati, ma non ho idea del “quando”.

      1. idolo
        3 anni fa

        La ringrazio della sua cortese e sollecita risposta. Per intermediario finanziario intende il commercialista di fiducia?

  6. Rita
    2 anni fa

    Ciao, io non ho capito con il versamento IVA come funziona. L’obbligo è solo per chi supera 5.000 euro netti annui e chi è in possesso della partita IVA? Per chi ha guadagnato meno spero che non occorre fare nulla, almeno mi sembrava di sapere cosi.
    Per chi è dipendente statale deve richiedere l’autorizzazione scritta dalla propria azienda, e questo vale per tutti dipendenti statali.

  7. pasquale
    1 anno fa

    Ciao Luca, non so se questo blog è ancora presidiato ma lo spero 🙂
    Volevo riprendere un post precedente in cui tu rispondevi ad una osservazione dicendo: “in Italia l’incaricato non può comprare i prodotti e rivenderli, può presentarli, regalarli se vuole e se il cliente è interessato, trasmettere l’ordine all’azienda. Questa farà la spedizione, fatturerà, pagherà le commissioni al distributore e pagherà le tasse”. la mia ragazza è stata contattata per far parte di un network e le hanno spiegato che le potrà fare l’ordine all’azienda, pagando direttamente i prodotti ad un determinato prezzo, e che poi potrà rivenderli ad un prezzo maggiorato imposto dall’azienda stessa e che a seconda del volume di vendita le verranno riconosciute delle commissioni o bonus. Cosa ne pensi? Fiscalmente, la soglia dei 5000euro viene raggiunta sommando i guadagni dati dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita al pubblico + le commissioni o solo dalle commissioni? non so se sono stato chiaro. grazie mille per la disponibilità.

    1. Luca Terribili
      1 anno fa

      Ciao, avrai letto nei commenti all’articolo che ti riferisci la questione dell’inquadramento normativo. Il network marketing é vendita diretta con tutte le agevolazioni del caso. Comprando e rivendendo per ottenere un profitto ci porta di fatto nell’ambito del commercio, con tutti gli adepimenti necessari. In sostanza, lascia perdere

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