Cos’è l’analisi tecnica

analisi tecnica

Da quando è possibile accedere ai mercati finanziari attraverso una piattaforma di negoziazione, i traders possono effettuare le proprie operazioni autonomamente.

Senza un promotore finanziario che scelga quali strumenti vendere e acquistare, si dovrà trovare un metodo per operare con successo nel Forex. La soluzione più ovvia è lo studio dell’analisi tecnica.

Si tratta di una disciplina che cerca di prevedere i movimenti futuri dei prezzi basandosi sugli andamenti passati.

Ogni giorno, il mercato Forex muove miliardi di dollari, una liquidità che cambia le quotazioni continuamente.

Tutti i movimenti dei prezzi sono registrati dalla piattaforma e rappresentati graficamente in un asse cartesiano, dove sull’asse Y abbiamo il valore della coppia valutaria, mentre sull’asse X è rappresentato l’intervallo temporale.

Forse, con questa spiegazione, chi vuole imparare il trading si è un po’ scoraggiato. In realtà, fare trading è facile, in tanti lo complicano per qualche assurdo motivo. Ti avverto, più renderai difficile la tua strategia di trading e più difficile sarà guadagnare con il Forex.

L’analisi tecnica non è scienza missilistica, non serve essere geni della matematica o della finanza. Attenzione, non sto dicendo che fare trading sia una passeggiata, occorrono studio e disciplina, ma si deve capire che alla fine, il mercato fa sempre le stesse cose.

Se andiamo ad esaminare i postulati dell’analisi tecnica, ci accorgiamo che questa mia semplificazione non è così campata in aria:

Questa espressione è proprio la traduzione popolare di due postulati dell’Analisi tecnica:

  1. Il mercato si muove a cicli (la storia si ripete)
  2. Il mercato sconta tutto

Il ciclo dei prezzi è caratterizzato da tre fasi. Nella prima si ha un periodo di accumulazione, dove gli investitori acquistano ipotizzando la fine della fase di recessione. Durante questo trend al rialzo, possono sussistere dei periodi di riaccumulazione, una sorta di paura del mercato, dove c’è chi vende per prendere profitto e chi invece pensa a eventi negativi per il prezzo. Raggiunto il suo culmine, il prezzo tornerà a scendere, entrando nella fase di distribuzione, che come il trend al rialzo può avere delle pause, chiamate redistribuzione.

L’analisi tecnica ci aiuta nel determinare queste fasi, soprattutto nell’individuazione del trend, nel riconoscere i livelli di prezzo più importanti e i segnali operativi di continuazione o d’inversione del trend.

In che senso il mercato sconta tutto? Nel Trading, sebbene si verifichino movimenti molto forti e imprevedibili, a causa dei tanti eventi macroeconomici che influenzano le contrattazioni, una volta superata la fase emotiva, il mercato riprende il suo naturale corso tecnico.

I prezzi sono mossi dalle aspettative degli investitori, aspettative rivolte al futuro, che comprendono anche gli eventi macroeconomici conosciuti. Nei prezzi che si formano sui mercati finanziari sono già incorporati tutti quei fattori di tipo fondamentale, politico, psicologico che ne hanno determinato l’andamento. In sostanza, quando si verifica un market mover che smuove il mercato, questo è già stato considerato.

Imparare l’analisi tecnica

Sostanzialmente possiamo avere due tipi di operatività riconducibili all’analisi grafica. C’è la cosiddetta price action, lo studio dei grafici nudi, che assieme all’occhio del trader sono gli unici elementi utilizzati per definire una strategia di trading. Tra i trader professionisti che utilizzano fedelmente la price action abbiamo Maurizio Orsini di Mauriforex e Arduino Schennato di HereForex. Entrambi offrono un servizio di segnali forex a pagamento. Se vuoi fare trading con la price action ti consiglio di dargli un’occhiata. Anche Francesco Sansone, gestore della pagina Naked Trading Italia è un trader molto valido e i suoi segnali operativi sono assolutamente gratuiti.

Sul panorama internazionale, il trader più seguito nell’ambito del naked trading è Nial Fuller, autore del blog Learn to trade the market.

Abbiamo poi una sua derivazione della price action, che viene implementata attraverso l’utilizzo di indicatori che attraverso formule matematiche visualizzano nel grafico degli strumenti che aiutano la ricerca di segnali di trading.

Entrambe le tipologie di trading hanno i propri vantaggi e dei punti deboli. Ad esempio, la price action è un tipo di trading discrezionale, nel senso che l’interpretazione del segnale forex è a discrezione del trader. Questo non vuol dire scegliere se aprire una posizione o meno, ma appunto che il segnale è individuato attraverso un’interpretazione.

L’utilizzo degli indicatori tecnici, lascia molto meno spazio alla discrezionalità. Ci sono dei valori ben stabiliti come ad esempio ipercomprato e ipervenduto nello stocastico e rappresentazioni grafiche inequivocabili che indicano quando comprare e quando vendere. Lo svantaggio è che questi indicatori si creano prendendo in considerazione dei periodi di osservazione passati, con un naturale ritardo sul momentum del mercato. Per ciò, quando si presenta il segnale di compravendita potrebbe essere già troppo tardi per entrare a mercato.

Qualunque sia la strada che deciderai di percorrere, i primi passi saranno comuni per entrambe le metodologie. Anzi sono convinto che una strategia di trading basata sulle indicazioni fornite dagli indicatori tecnici , non possa mai prescindere da una corretta analisi della price action.

Questo perché l’analisi tecnica altro non è che studio del trend del prezzo, attraverso l’esame del relativo grafico, elaborando possibili gestioni operative, contando sulla possibilità del ripetersi di comportamenti passati.

Per ciò si dovrà imparare come interpretare un grafico a candele, cosa sono i supporti e le resistenze, riconoscere i principali pattern di prezzo e solo allora ci si potrà dedicare allo studio degli indicatori tecnici.

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