SEO facile per WordPress: Il plugin Yoast

guida Yoast

Quando parliamo di SEO c’è la convinzione che si tratti di un argomento noioso e soprattutto di difficile comprensione. Certo, Google è in continua evoluzione e stare dietro a quanto dice Matt Cums nei suoi video non è una passeggiata.

Nel nostro piccolo, però, possiamo fare molto, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto on-page, ossia tutti gli interventi che possiamo compiere sul nostro sito web per renderlo seo-friendly. Ottimizzare il codice, i contenuti, la struttura del sito, i meta tag, sono i primi passi da fare quando si carica un progetto online.

Noi che utilizziamo WordPress abbiamo la possibilità di usare un plugin veramente ottimo, gratuito per quanto riguarda le funzionalità base, che trasforma questo aspetto della SEO in un’esperienza facile e divertente, come dice Cecilia Sardeo in uno dei suoi video ospitati su Youtube.

Sto parlando di WordPress SEO di Yoast Team, che potete scaricare attraverso il link oppure cercarlo direttamente dal pannello di controllo di WordPress nella sezione Plugin. Una volta installato e attivato, andiamo nelle sue impostazioni. Ci verrà offerta la possibilità di seguire il tutorial guidato, cosa che io non ho mai fatto, quindi non posso dirti che informazioni ti passa. Oppure possiamo procedere in maniera autonoma.

Guida SEO ottimizzazione WordPress

Saltiamo la sezione Generale e andiamo direttamente su Titoli e Metadati e successivamente nel tab Altro. Se hai inserito il tuo sito nelle directory di Yahoo e DMOZ (in quest’ultimo caso ti faccio i miei complimenti, perchè non è facile essere inseriti) abilita la funzione Force noodp meta robots tag sitewide, per evitare che le descrizioni delle pagine siano sovrascritte da quelle che hai scelto nelle directory. Non credo che Google ne tenga ancora conto, anzi Yahoo Directory ha proprio chiuso, ma procediamo ugualmente che male non fa.

Sempre in Titoli e Metatadati, portati su Tassonomie ed elimina il temine “Archivi”. In questo modo il titolo di Tag e Categorie sarà più pulito, senza quel termine inutile. L’operazione va ripetuta per tutti gli elementi presenti.

titoli metadati

Ad operazione compiuta dovreste avere una stringa del genere:

Ora dobbiamo fare una scelta. Non tanto per le categorie, quanto per i tag. Quando ho parlato delle tassonomie su WordPress, mi sono sforzato nello spiegare che questi elementi sono molto utili, ma vanno usati con criterio. Non possiamo creare troppe pagine di aggregazione, contenuti che se gestiti male si trasformano in quello che i SEO chiamano Thin Content: pagine prive di valore che non portano nessun beneficio all’utente. Attenzione però, i tag non sono il male assoluto, anzi possono portare molti benefici, se usati bene. Ad esempio possiamo creare delle pagine con tutti gli elementi utili per una ricerca estesa. Comunque sia, leggi il mio articolo sulle tassonomie e fino a quando non ti senti pronto per gestire bene i tags, sarebbe meglio non darli in pasto a Google.

Sposta i pulsanti su noindex e nofollow e in questo modo ti tuteli dalle penalizzazioni. Poi, quando avrai tag con 5-6 elementi, puoi abilitare manualmente l’indicizzazione, andando su Modifica Tag e stabilendo un’eccezione per l’elemento in questione.

modifica tag

Perfetto, andiamo avanti e vediamo la voce relativa alla sitemap, la mappa del sito che dovremo consegnare a Google attraverso gli strumenti per i webmaster, per aiutarlo ad indicizzare il nostro blog. Dato che abbiamo bloccato lo spider per le categorie e i tag, non vogliamo consegnare una sitemap che dica l’esatto opposto, giusto? Per cui configuriamo le voci nel modo seguente.

sitemap

Come per i parametri index e follow, anche l’inclusione nella sitemap può essere gestita caso per caso, nello stesso modo spiegato in precedenza.

Le ultime impostazioni importanti che dobbiamo settare sono relative ai Permalinks. Dalla sezione Avanzato spostiamo il pulsante su Remove, sotto la dicitura “Rimuovi la base delle categorie (tipicamente /category/) dall’URL di categoria“. Credo che l’azione conseguente sia abbastanza evidente: nelle url delle categorie sparirà il termine category.

Ben più importante è il secondo settaggio che dobbiamo fare in questa sezione. Il secondo parametro ci chiede se vogliamo fare il redirect dell’allegato verso il post genitore. Cosa significa? Allora, quando creiamo un nuovo elemento in WordPress, che sia un post, una pagina, una voce di menu o un’immagine, le informazioni vengono salvate in un’unica tabella, wp_posts. Il gestionale sa riconoscere le varie tipologie grazie al campo post_type. Per quanto riguarda gli allegati, questi hanno un post_type settato su attachment, ma non è tanto questo che c’interessa, piuttosto il fatto che ogni volta che carichiamo un’immagine viene generata una nuova pagina.

pagina allegato

Questo è un problema molto grave. Stiamo dando in pasto a Google dei contenuti che non hanno alcun valore e che succhiano crawling budget, la quota di risorse che Google ti dedica per indicizzare il tuo sito. Grazie a Yoast possiamo mettere una toppa al problema, impostando il redirect automatico degli allegati verso il post che li ospita. Dico mettere una toppa perchè non possiamo impedire la creazione delle pagine allegati, proprio per quel discorso relativo al database che ti stavo spiegando prima.

Per quanto riguarda le impostazioni del plugin abbiamo finito, ci sarebbe anche da inserire il breadcrumb, ma in quel caso dovremmo intervenire sull’editor del template, per cui direi che per il momento meglio lasciar perdere, ci torneremo in seguito.

Yoast impostazioni articolo e l’ossessione del semaforo verde

Adesso vediamo come comportarci quando scriviamo un contenuto, sia un post o una pagina. Appena al di sotto dell’editor noteremo un nuovo tab, con l’intestazione WordPress SEO di Yoast.

Cominciamo a scrivere come facciamo di solito, una volta che l’articolo è pronto, spostiamo la nostra attenzione sul tab di Yoast. Abbiamo la voce Parola Chiave Principale, io sto parlando del plugin di Yoast, per cui scriverò appunto Yoast.

semaforo verde yoast

Come vediamo, il plugin mi sta dando dei suggerimenti o meglio dei punteggi, evidenziando con il rosso i problemi che secondo lui sono più gravi. Quando otteniamo un punteggio ritenuto buono, si accende il semaforo verde, accanto al pulsante Pubblica.

Benissimo, qui dobbiamo proprio sbattercene. Ignorare completamente i suggerimenti del plugin. La SEO non è questa, non siamo più nel 2006. Scriviamo bene, organizziamo i contenuti in modo che siano facilmente individuabili dagli utenti e facciamo connessioni sensate. Il semaforo verde non serve a una mazza, ok?!

Conclusioni

Avevo scritto questo articolo tempo fa, riferendomi a una versione precedente di Yoast. Ho aggiornato un pò le informazioni, ma nel frattempo non sono state introdotte grosse novità. Avevo anche girato un video tutorial, che posto di seguito, così possiamo capire un pò meglio le potenzialità del plugin.

Concludo dicendo che la SEO non si fa con i plugin, sono solo strumenti che agevolano il lavoro di ottimizzazione ma per arrivare in prima pagina su Google ci vuole ben altro.

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