Differenza tra articoli e pagine

Differenza tra articoli e pagine con Wordpress

WordPress ci da modo di pubblicare i nostri contenuti attraverso due strumenti, apparentemente identici tra loro: pagine e articoli.

Per chi utilizza questa piattaforma abitualmente, le differenze sono scontate. Chi invece è alle prime armi, probabilmente rimarrà disorientato dalla presenza da due gestionali di contenuti pressoché identici.

In effetti, osservando l’editor di testo in prima battuta, non si riscontrano grosse differenze. Ad un’occhiata più approfondita vediamo che una pagina non può essere associata a tassonomie, quali categorie e tags.

Ne consegue che le pagine non scivolano naturalmente in archivio, ne tantomeno possono essere aggregate con contenuti correlati.

In buona sostanza una pagina è un elemento a se stante e non ha una scadenza temporale. Al contrario, gli articoli sono organizzati secondo una cronologia e messi in relazione tra loro attraverso le tassonomie, facilitando la navigazione dell’utente.

In questo articolo cercherò di spiegarti perché un blog deve avere sia pagine che articoli, sottolineandone le peculiarità e il loro scopo.

Gli articoli di WordPress

La maggior parte dei contenuti del blog sarà pubblicata attraverso gli articoli. Questi saranno ordinati cronologicamente, collegati tra loro con le tassonomie e avranno un periodo limitato di massima visibilità. Mano a mano che si aggiornerà il blog, i nuovi articoli prenderanno il posto di quelli meno recenti. I post più datati non spariranno, saranno sempre accessibili scorrendo gli archivi e resi disponibili attraverso link interni e dalle stesse funzionalità di WordPress.

Anche Google non si dimenticherà dei tuoi vecchi articoli, tenendoli sempre in considerazione per soddisfare le ricerche degli utenti, fino a quando riterrà che quel contenuto sia valido per risolvere una domanda.

Oltre a inserire link interni nei nuovi articoli, se il tema del tuo WordPress non lo prevede, ti consiglio d’installare un plugin per mostrare alla fine di un post, almeno quattro argomenti correlati. È molto utile, anche, inserire nel sidebar un widget che mostri gli ultimi articoli pubblicati, ma anche quelli che hanno ricevuto più visite. Dobbiamo trattenere il visitatore il maggior tempo possibile e una rete di collegamenti interni è una buona strategia.

Se poi stai utilizzando qualche network di affiliazione per monetizzare il blog, allora i tuoi banner saranno all’interno degli articoli. Più post leggeranno i tuoi visitatori e più possibilità ci sono che notino una pubblicità di loro interesse.

Le pagine di WordPress

Le pagine sono elementi statici, rimangono sempre attuali con il passare del tempo e possono essere usate per scopi funzionali o istituzionali.

Le pagine istituzionali parlano di te, della tua azienda. Solitamente le troviamo con uno di questi nomi:

  • About me
  • Chi sono
  • Mission
  • Vision

Una pagina di questo tipo è molto importante, non per i motori di ricerca, ma per gli utenti stessi. Secondo Cecilia Sardeo, prima di effettuare un acquisto presso un sito che non conoscono, le persone compiono almeno quattro ricerche all’esterno per informarsi. Maggiori saranno le informazioni presenti nella pagina About me e meno ragioni ci saranno per uscire dal sito e condurre indagini su Google.

Molto importante è anche la pagina contatti o della newsletter. Un business online non può prescindere da una lista di persone interessate ai nostri servizi, che hanno acconsentito anche all’invio di mail pubblicitarie.

La pagina contatti dovrà essere ben curata e se ne dovrà bloccare l’indicizzazione o meglio la scansione, per non sprecare le risorse a nostra disposizione per un contenuto che non attira ricerche organiche.

Abbiamo poi le pagine legali, dove inserire privacy policy, cookie policy e tutte quelle cose che nessuno legge. A maggior ragione qui è altamente consigliato chiudere le porte allo spider di Google. Sia perché sono contenuti inutili ma soprattutto perché, molto probabilmente, saranno state copiate da altri siti e non vogliamo essere penalizzati per appropriazione di contenuti.

Infine ci sono le pagine di vendita, dove si deve convincere l’utente a comprare qualcosa. In queste landing page bisogna essere perfetti, rispondendo a tutti i dubbi che il cliente si pone, fino a guidarlo all’azione finale. Non ci possono essere vie di uscita, link verso altri contenuti, banner pubblicitari, niente. Solo testo persuasivo e pulsante Compra Adesso.

Ovviamente la pagina più importante di tutto il blog è l’homepage. Di default, WordPress la imposta come feed degli ultimi articoli pubblicati, ma abbiamo già visto come trasformare l’homepage in una pagina statica. Alcuni template, soprattutto quelli a pagamento, danno la possibilità di avere una bella pagina di presentazione, utilizzando un template personalizzato. Spesso comprendono slider d’immagini, riepilogo dei servizi offerti, moduli di testo personalizzabili e tanto altro.

Se invece hai preso un tema fatto da un web designer della mutua, allora ti consiglio Page Builder di SiteOrigin, un plugin gratuito che permette di creare delle ottime homepage o un qualsiasi altro tipo di pagina.

Conclusioni

Spero che adesso la differenza tra pagine e articoli sia chiara. Riassumendo, usiamo le pagine per parlare di noi, presentarci al visitatore, esporre le politiche relative alla privacy e alle condizioni di acquisto, se vendiamo qualcosa. In tal caso servirà anche un plugin per creare una landing page, ad esempio OptimizePress.

Gli articoli, invece, occuperanno la maggior parte del blog, trattando vari argomenti, organizzati attraverso le categorie e aggregati con un uso sapiente dei tags. Saranno i contenuti che ti assicureranno una fonte di traffico gratuito e crescente nel tempo, ovviamente se scritti bene e realmente utili per l’utente. Non pensare che queste siano frasi fatte per vendere qualcosa. Gli algoritmi di Google si stanno realmente evolvendo, riuscendo finalmente a valutare veramente la qualità del testo, dando un peso minore ad altri elementi facilmente manipolabili, come ad esempio i link in ingresso da siti non autorevoli.

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