Come scegliere un dominio

registrare un dominio perfetto

Scegliere il nome del dominio e registrarlo, sono i primi passi che devi compiere, dopo che hai deciso di mettere online un tuo progetto.

Una scelta importantissima, che non prevede ripensamenti e passi indietro : una volta registrato il dominio, a meno di una migrazione e stravolgimento del brand, non potrai più cambiarlo, per cui dobbiamo pensarci bene.

Quando ho cominciato la mia avventura nel web, mi ricordo che scegliere il nome del dominio era un passaggio che mi stressava parecchio, ore e ore passate a scervellarmi sul quale potesse essere il dominio migliore, e dopo aver avuto l’illuminazione, scoprire che il dominio era già stato registrato.

Ora grazie all’esperienza, se devo mettere online un sito internet posseggo gli strumenti adatti per fare la scelta migliore. Esperienza che oggi voglio condividere con te !

Brand vs SEO – Un giusto equilibrio per un dominio efficace

Recentemente ho visto questo video, in cui Krikko tratta l’argomento che stiamo affrontando oggi; la parte su cui t’invito a prestare attenzione riguarda l’importanza del brand e dell’equilibrio che bisogna trovare tra l’ottimizzazione per i motori di ricerca e l’impatto che potrebbe riscuote il brand.

Krikko fa un esempio molto calzante, quello del blog giallozafferano.it, il famosissimo sito di ricette creato da Sonia Peronaci, che conta più di quattro milioni di visitatori l’anno. Come possiamo notare il nome del dominio è composto da due parole, una di queste ha una semantica molto correlata con l’argomento della cucina : lo zafferano come sappiamo è una spezia utilizzata in svariate ricette, su tutte il risotto alla milanese.

L’altro temine compreso nel dominio è “giallo” che non ha una forte correlazione con l’argomento principale del sito, ma ha attinenza con lo zafferano e soprattutto fornisce al dominio un buona dose di marketing. Sono due parole che legano bene tra loro, il dominio è scorrevole, si ricorda facilmente, un’ottima scelta, che con il tempo ha portato ottimi risultati.

Ho detto “con il tempo”, perché come conferma la Peronaci in questa intervista, gli inizi non sono stati facili, Google qualche anno fa dava moltissima importanza alle keyword inserite nel dominio e giallozafferano non spiccava nei risultati di ricerca (SERP – Search Engine Result Page). Con il tempo gli algoritmi sono cambiati e come possiamo vedere da questo Tweet di Matt Cutts , ex responsabile del Team anti-spam di Google, il fattore EMD (Exact Match Domain) non è più così importante come qualche anno fa.

Attenzione, non ho detto che non è più importante, la keyword all’interno del dominio è sicuramente un fattore di ranking, che può aiutare molto, soprattutto in settori con un’alta competizione, come quello del turismo, del Forex o del Web Host. La scelta di Google di non spingere troppo i siti con una corrispondenza esatta nel nome del dominio ha una finalità anti spam. Come sappiamo i domini con una sola parola sono stati già tutti registrati, ai loro possessori bastava inserire qualche contenuto di scarsa qualità, imbottirli di pubblicità e aspettare le commissioni dei network di affiliazione. Una situazione che penalizzava i competitors onesti e soprattutto gli utenti che non trovavano le informazioni di cui avevano bisogno.

Per cui prendiamo esempio da chi ce l’ha fatta, come Sonia Peronaci, e seguiamo il suo esempio : una parola con attinenza agli argomenti trattati e un’altra con finalità di brand.

Scegliere l’estensione del dominio

Per TLD s’intende Top Level Domain, l’estensione che segue il punto dopo il nome del dominio. Tralasciando le nuove estensioni, come .shop o .appartaments, che per il momento non c’interessano, possiamo dividere i TLD in due categorie :

  • Domini geografici – Sono quelli che terminano con la sigla di una nazione (it, de, fr, ch) o di una zona geografica (eu)
  • Domini generici – Fanno parte di questa categoria il celebre .com, il .org, .net, .biz, .info, rispettivamente abbreviazioni di commerciale, organizzazione, network, business e informazione.

Ora che sappiamo cosa sono i TLD, dobbiamo sceglierne uno. Come ? Prima valutazione da fare è se nell’immediato o nel prossimo futuro si ha l’intenzione di rendere disponibile il sito in lingue diverse, in questo caso la scelta di un’estensione geografica non è la soluzione migliore.

Ti sei mai chiesto perché quando cerchi qualcosa su Google, i primi risultati sono in lingua italiana ?

Te lo spiego io, si chiama geo targeting, nel calderone della rete, Google ti fornisce il risultato migliore, anche dal punto di vista della lingua, elaborando anche il dato fornito dall’estensione dei domini. Per cui i siti .it hanno un geo targeting di default impostato per l’Italia, mentre nel caso di domini generici, sarà compito del webmaster, attraverso gli appositi strumenti impostare manualmente il geo targeting.

Chiaramente non è l’unica fonte che ha disposizione Google per smistare il traffico, ormai è in grado di stabilire la lingua utilizzata, elabora le informazioni contenute nella pagina dei contatti, ma sicuramente un dominio geografico viene aiutato nelle ricerche locali.

Se vuoi mettere online un forum, forse la scelta migliore è il .net, ma comunque la forza e la rilevanza del .com è innegabile. Una scelta tattica per un sito che si propone di dare delle informazioni utili potrebbe essere il .info, anche per il fatto che info è il diminutivo di informazione in ben quattordici lingue.

Verificare i domini liberi

Nel video di Krikko che ti ho postato all’inizio di questo articolo, si parla anche dell’attività di compravendita dei domini, che purtroppo limita molto la scelta, in quanto la maggior parte dei domini appetibili non sono più disponibili. Se hai intenzione di sceglierne uno manualmente, ti premetto che passerai delle ore prima di pescarne fuori uno libero, per cui affidiamoci a dei tools che faranno il lavoro per noi.

tool per trovare domini liberi

Dal mio punto di vista il migliore è LeanDomainSearch, uno strumento fantastico, ti basterà inserire una parola chiave (quella con valenza SEO) e premere su “search domains”. Il sistema ti proporrà migliaia di combinazioni con un altro termine (in inglese), escludendo dalla ricerca i domini già registrati e controllando anche su Twitter se il brand è già utilizzato. Le uniche due pecche di questo tool sono che non possiamo impostare un’altra lingua e che ricerca solamente domini con estensione .com.

Un altro strumento che si può utilizzare è NameMesh, che invece ricerca tutti i TLD, fornendo anche dei suggerimenti abbastanza discutibili, ma che comunque a qualcuno potrebbero piacere.

Molto più interessante è WordDroid, un tool che crea dei veri e propri brand. Inserendo la parola chiave, possiamo scegliere anche la lingua italiana e il sistema crea dei neologismi molto carini, controllando anche se il .com e il .net sono disponibili per registrare il dominio.

L’ultimo tool che potete provare è quello di Aruba, che rappresenta una valida alternativa a quelli che vi ho appena proposto. Ti saluto lasciandoti il link di una pagina che ha raccolto ben diciotto tools per creare il dominio perfetto.

1 opinione su Come scegliere un dominio

  1. 3 anni fa

    A parità di seo, ottimizzazioni e link building, avere delle parole chiave all’interno del dominio, al di là di ciò che dice google, porta ancora dei vantaggi nel posizionamento dei motori di ricerca.

Lascia un commento...è gratis...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *