Come aumentare le visite al tuo blog

traffico al blog

Ogni volta che apri Google Analytics ti prende lo sconforto? Le visite sono sempre poche, eppure scrivi bene, sviluppi contenuti interessanti, toccando argomenti che i tuoi concorrenti trascurano.

Tranquillo, il problema del traffico non è facilmente risolvibile e prima di arrivare a numeri decenti per guadagnare con un blog, ne deve passare di acqua sotto i ponti.

Ci sono tanti modi per aumentare le visite sul tuo blog e in questo articolo vedremo quali sono le tattiche che ritengo più efficaci, per aumentare sensibilmente il tuo traffico.

Cominciamo con qualcosa che hai già a disposizione. La prima tecnica per aumentare le visite è lavorare sulla tua lista di contatti. Se non sei veramente alle prime armi, nel corso degli anni avrai sviluppato una rete di contatti che già lavorano nel settore o comunque che possano darti una mano per il tuo blog. Mandagli una mail e informali del tuo progetto, chiedigli il permesso se puoi inserirli in una mailing list, dove andrai a pubblicizzare il tuo blog. Per cominciare ti consiglio Mailchimp, un ottimo servizio che fino a 2000 contatti è anche gratuito.

Ti sembra un’idea stupida? Non so se hai visto il film The Social Network, ma quando Mark Zuckerberg lanciò Facebook, chiese la lista di contatti al suo amico Eduardo Saverin, in procinto di entrare al Phoenix, la confraternita più esclusiva dell’Università di Harvard. Sappiamo bene poi il successo che ottenne Facebook.

Il secondo consiglio che ti posso dare è commentare gli articoli degli altri bloggers. Ma non come fanno gli spammer…. Non puoi andare nei siti già avviati e lasciare dei commenti del tipo “ciao, ottimo articolo, complimenti” o peggio ancora “ho appena aperto un blog, passate tutti”. Non sottovalutiamo l’intelligenza delle persone. Quello che devi fare invece è aggiungere valore al testo. Mi spiego meglio. In primo luogo devi commentare solo articoli inerenti al tuo settore, leggerli con attenzione e provare ad aggiungere qualche nozione che l’autore non ha trattato. Puoi anche aggiungere una tua opinione su quanto già scritto, l’importante è che sia un commento pensato e intelligente. Non commentare usando un pseudonimo o peggio ancora l’anchor text del tuo sito. Commenta lasciando nome e cognome o il nickname che utilizzi su Internet.

I visitatori che leggeranno il tuo commento ti giudicheranno. Se hai espresso una buona opinione, cliccheranno sul collegamento che porta al tuo blog e leggeranno un paio di articoli, per farsi un’idea più approfondita su di te.

Frequenta le community professionali

Qualche anno fa i forum andavano molto forte. Se avevi un esigenza da risolvere, ti bastava iscriverti in un forum tematico e chiedere aiuto agli utenti più esperti. Adesso la loro importanza si è molto ridimensionata.

Da una parte abbiamo avuto la crescita di Google, con risposte alle domande molto più pertinenti di un tempo, dall’altra lo sviluppo dei social network. Due fattori che hanno allontanato gli utenti dai forum classici.

Adesso vanno molto le community su Google Plus e i gruppi su Facebook. In queste piazze è possibile farsi notare, commentando le opinioni degli altri utenti e se il regolamento lo permette, possiamo pubblicizzare i nostri articoli. Su questo ultimo aspetto, ti consiglio di muoverti in punta di piedi, non cercare di attirare traffico postando articoli fuffa, ricordati sempre che il gruppo è frequentato da gente più esperta di te, che non ci mette niente a stroncarti con un commento negativo. È anche vero che ci sono persone che non si pongono problemi di sorta, pubblicizzando la peggiore spazzatura possibile, ma noi vogliamo portare valore, giusto?!

SEO e l’arte di scrivere per Google

errori seoLa terza tattica per portare traffico al tuo blog, è ovviamente scrivere articoli di ottima qualità, in grado di attirare l’attenzione di Google. Scrivi testi completi, non essere pigro fermandoti a 500 parole, sviluppa l’argomento con tutto quello che devi dire. Cerca di usare un linguaggio comprensibile. Immagina che Google sia uno straniero che vive in Italia da pochi mesi, evitando modi di dire, frasi troppo complessi e utilizza una forma lessicale elementare. Non voglio dire che la SEO sia solo questo, ma si tratta di una disciplina molto più accessibile di quello che le web agency vogliono farci credere.

Attenzione però, la SEO è un’arte, una tecnica che si perfeziona con il tempo. Mi piace pensarla come un investimento, perché il lavoro che si fa oggi, darà i suoi frutti con il tempo e soprattutto funzionerà per moltissimi anni. Impara a calarti nei panni del lettore, cosa sta cercando? Cerca le migliori combinazioni di parole, indaga sulle ricerche che fanno gli utenti. Se utilizzi termini troppo tecnici, probabilmente il 90% dei potenziali lettori non raggiungerà il tuo blog, semplicemente perché utilizzano un lessico più semplice.

Recentemente ho scoperto questo tool, molto utile. Nella prima parte del modulo trovi tre campi, inserisci gli url dei primi tre siti che si sono posizionati nelle prime posizioni per le keyword di tuo interesse e guarda quali sono i termini in comune. Certo, l’utilizzo delle parole chiave del testo non è l’unico parametro per il posizionamento, non sappiamo bene quanti siano, ma certamente è uno dei più importanti.

Un altro fattore molto importante per la SEO è dato dai backlinks, dei quali parleremo subito.

Guest posting, scrivere per altri blog

guest postSi tratta di una pratica un po’ borderline, ma che tutti utilizziamo. In buona sostanza si tratta di scrivere articoli per altri siti e inserire un link verso il tuo blog. E adesso ci si apre un mondo. Allora, Google ci dice che i link devono essere naturali: un blogger si documenta su un qualsiasi argomento, scrive il suo articolo e linka alcune risorse esterne che possono essere utili per il lettore che vuole approfondire. Questo, per Google, è un link naturale.

Ma è anche consapevole che i gestori si scambiano guest post, per dare una spinta in SERP ai rispettivi siti. Le indicazioni che abbiamo in proposito, sono d’inserire in questi tipi di link, l’attributo nofollow. In questo modo comunichiamo a Google di non passare link juice ai collegamenti, mettendoci al sicuro da future penalizzazioni.

Nella pratica in pochi lo fanno. Anzi, esiste un vero e proprio mercato dei links. Alcune volte si cerca di triangolare lo scambio: Sito A linka Sito B e Sito B linka Sito C. In questo modo si cerca un po’ di confondere le acque. Altre volte invece, il titolare di un blog mette a disposizione uno spazio sul suo blog, con link dofollow, dietro un corrispettivo in denaro.

Il consiglio che ti do è di andarci cauto, pagare per un link è una cosa normale, esiste, non possiamo ignorare la pratica. Cerca di variare la tipologia dei tuoi guest post, alcune volte inserisci il nofollow, altre volte cerca di fare una triangolazione, oppure contatta il webmaster e chiedi se puoi pubblicare gratuitamente due articoli, uno con link e l’altro senza. E non linkare sempre la homepage, distribuisci la link juice con naturalezza.

Inoltre, ti consiglio di scriverli bene questi benedetti guest post. Personalmente quando scrivo un articolo che andrà su un altro sito, cerco di stare sopra le 800 parole e scrivere con qualità, come se poi lo dovessi pubblicare nel mio blog. A mio avviso, se i guest post che pubblichi in giro, sono scritti bene, Google potrebbe anche chiudere un occhio… ma questa mia personalissima opinione prendila con le pinze.

Usa i Social Network

social networkCome non trascurare questa incredibile sorgente di traffico a costo zero? Ma vacci piano, se sei piccolo, perché aprire un account su tutti i social network? Concentrati su un canale o al massimo due.

Secondo il mio modesto parere, dovresti dare un’occhiata a Youtube e rielaborare in forma di video i contenuti scritti già in tuo possesso. Ricorda che ci sono tante persone che preferiscono vedere un filmato, piuttosto che leggere un articolo. E allora mi dirai, perché devo fare video per gente che poi non leggerà il mio blog? Giusta obiezione, ma non è escluso che poi queste persone vogliano seguirti completamente, leggendo anche i tuoi articoli. E consideriamo anche che potrebbero farti pubblicità, condividendo i tuoi video su Facebook.

Allora perché non utilizzare direttamente Facebook che ha fatto grossi avanti con i contenuti multimediali? La ragione è semplice, i video di Youtube compaiono anche nella SERP quando Google ritiene che possano essere utili per gli utenti. S’indicizzano velocemente e ti possono veramente dare una grossa mano per la tua visibilità online.

Serve aprire una fanpage su Facebook? Non lo so, per un piccolo blogger che è appena partito, può fare un po’ da vetrina, ma ottenere un pubblico fidelizzato la vedo dura. La gente su Facebook è distratta, vuole seguire i propri contatti, postare un po’ di gattini e farsi due risate. Potresti sempre utilizzare Facebook Ads e raggiungere veramente migliaia di persone, ma si tratta di un programma a pagamento che deve avere un ritorno. Si può utilizzare quando hai qualcosa da vendere, un e-book per esempio o un qualsiasi altro tipo di infoprodotto.

Non ti sto dicendo di lasciare perdere Facebook, anzi. I pulsanti di condivisione non devono mai mancare in fondo ai tuoi articoli, semplicemente ti dico di non dannarti l’anima per costruire una brand reputation sui social. Se il tuo progetto è valido arriverà da sola e allora si, dovrai darti da fare per gestire i tuoi fan.

Scrivi contenuti di qualità

E grazie… fino a qui, ci arrivavi pure da solo, vero?! Ma guarda che non è così scontato. Tanti blogger riescono a scalare le posizioni su Google, con qualche articolo fatto bene e un po’ di link building, poi però la loro vena artistica si esaurisce e non danno ai loro lettori nuovi contenuti da leggere. Mettiti seduto a tavolino e pianifica il tuo calendario editoriale. Quanti articoli di qualità riesci a scrivere in una settimana? Uno? Due? Va benissimo, ma devono essere pezzi forti.

Il resto della settimana documentati, scrivi una bozza e poi chiudi il computer. Il giorno dopo riprendi in mano l’articolo e rileggilo. Alcuni dicono anche di stamparlo, perché il testo cartaceo lascia meno spazio all’imperfezione. Cerca le immagini senza copyright più consone e sistema l’articolo. Quando ti sembra di aver trovato la forma perfetta, pubblicalo e informa i tuoi lettori che sul tuo blog troveranno un nuovo articolo scritto per loro.

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