Come aprire un e-commerce e vendere online

ecommerce

Per e-commerce si intende l’utilizzo di internet per la compravendita di prodotti e servizi, permettendo all’utente di effettuare acquisti da casa, riempiendo un carrello virtuale e pagando quanto dovuto con carta di credito o Paypal.

La merce sarà consegnata dopo un paio di giorni lavorativi, in alcuni casi anche dopo sole 24 ore. In tutto questo processo il cliente non si è dovuto spostare da casa.

I vantaggi del commercio elettronico sono indiscutibili, sia per quanto riguarda il venditore, che teoricamente non ha spese per affittare una sede aperta al pubblico, ma soprattutto per chi compra, avendo a disposizione strumenti immediati per trovare il prodotto che lo interessa, confrontando le varie offerte e magari leggendo le opinioni (feedback) di chi lo ha preceduto nell’acquisto.

In questo articolo vedremo quali sono i passaggi per creare un e-commerce, nella prima parte faremo una panoramica sulla normativa e gli aspetti fiscali, dopo di che passeremo ad esaminare le componenti tecniche e logistiche.

Sebbene l’e-commerce sia una delle più grandi semplificazioni che internet ha portato nella vita dell’uomo, aprire un negozio elettonico e vendere online è una procedura non proprio immediata, che necessita di un minimo di attenzione. Esattamente come per chi apre un esercizio commerciale fisico, vi sono degli obblighi fiscali a cui adempiere e delle formalità legali da espletare prima di avviare l’attività.

Aspetti fiscali e normativi di un e-commerce

commercialistaUna piccola premessa, questi obblighi che si applichino nel caso si voglia vendere qualche oggetto saltuariamente e che tale attività non frutti più di 6.410 euro lordi all’anno. È il tipico caso delle vendite occasionali su Ebay o su Amazon.

Nel caso di un e-commerce vero e proprio, bisogna avviare uno specifico iter burocratico per essere in regola con il fisco.

Ovviamente serve la partita IVA, sempre necessaria per operare con un’attività imprenditoriale, online o offline che sia. La partita IVA è un numero univoco che identifica il possessore come un elemento giuridicamente abilitato ad esercitare attività imprenditoriali.

L’apertura della PI non è una pratica gratuita, o meglio, si dovrà anticipare il diritto camerale per il primo anno, con un costo variabile tra gli 88 e i 106 €, più spese varie e bolli, circa 40 € totali. Ma non finisce qui, perché per avviare un’attività si deve regolarizzare la propria posizione interagendo con diversi soggetti : Camera di commercio, Agenzia dell’Entrate, INPS, INAIL e Comune di appartenenza.

Per fortuna, dal 1° aprile 2010, nell’ottica della semplificazione burocratica, ci si può avvalere dello strumento Comunicazione Unica, per via telematica, con il quale tutti gli organismi citati saranno informati della nostra attività e potremmo aprire il nostro e-commerce.

Attenzione perché la Comunicazione Unica richiede una certa dimestichezza tecnica, sarà necessario scaricare il software ComunicaStarweb e procedere parallelamente all’apertura di una posta elettronica certificata (PEC) dove ricevere le ricevute per l’invio dei documenti e tutte le successive documentazioni.

Il consiglio che ti do è di rivolgerti direttamente ad un commercialista, che tanto ti servirà per tenere la contabilità, per la preparazione e l’inoltro della dichiarazione dei redditi e per la compilazione degli F24 trimestrali. Se conosci già un professionista, prendici un appuntamento, esponi il tuo progetto e trovate un accordo per la sua prestazione, comprensiva della procedura necessaria per avviare l’attività. Facciamo un preventivo volante e diciamo che con 1.200 € l’anno te la puoi cavare.

Il regime dei minimi forfettario

tassazioneCon la legge n° 190 del 2014, meglio conosciuta come legge di stabilità 2015, anche l’Italia si è accorta delle startup, introducendo un regime fiscale agevolato, dedicato proprio a chi vuole aprire una nuova attività.

Il nuovo regime dei minimi forfettario, va a sostituire il vecchio regime dei minimi, che sarà abrogato definitivamente il 31/12/2015, introducendo l’imposta sostitutiva fissa al 15% che comprende Irpef, Irap, le addizionali regionali e comunali e l’IVA.

Viene eliminato il vecchio limite dei 35 anni di età per rientrare nel regime fiscale agevolato e finalmente non sussitono più i contributi minimali INPS, che da sempre rappresentano lo scoglio più grande per chi voleva mettersi in proprio, essendo una spesa fissa di circa 3000 € l’anno, a prescindere dal fatturato dell’imprenditore. Con il regime dei minimi forfettario si verseranno contributi previdenziali in base all’entità dei ricavi.

Per le attività di commercio al dettaglio, il limite dei ricavi per rientrare nel regime fiscale agevolato è di 40.000 € annuali.

Aspetti logistici per avviare un e-commerce

ufficioSe il tuo e-commerce tratterà merce particolarmente ingombrante non è pensabile di allestire un magazzino in casa, magari se hai una cantina o un box al coperto, il problema è risolvibile, ma in caso contrario sari costretto necessariamente ad affittare un locale, dove stoccare i prodotti e che contestualmente fungerà anche da ufficio.

Avrai bisogno ovviamente di una connessione internet a banda larga, un telefono per fornire assistenza immediata ai tuoi clienti, un fax, oltre ovviamente alle utenze basilari come luce, acqua e gas.

Un computer aziendale, da usare esclusivamente per l’attività, sul quale ovviamente non potrai installare programmi senza licenza, che in caso di controllo da parte della Finanza sarebbe un bel problema da affrontare.

Avrai bisogno della cancelleria, una scrivania, una sedia, insomma tutto quello che normalmente compone un ufficio. Con un salto da Ikea e poche centinaia di euro potrai allestire il tuo spazio amministrativo.

Altro aspetto da considerare è l’imballaggio della merce, scatoloni, nastro adesivo, pluriball, buste imbottite, tutto materiale che puoi acquistare anche online. Ti consiglio Rajapack leader indiscusso per le soluzioni da imballaggio, con prezzi veramente molto competitivi.

La spedizione della merce

corriere espressoLa merce, una volta imballata, va spedita al cliente finale e non puoi certo consegnarla tu, girando l’Italia in macchina, ma dovrai avvalerti della collaborazione di un corriere espresso.

Ce ne sono tanti sul mercato, più o meno allineati con le tariffe. I corrieri che dominano il mercato internazionale sono DHL e UPS, ma anche Bartolini, TNT, GLS e SDA sono molto validi.

Vai sui loro siti e ricerca la pagina Contatti, richiedendo un appuntamento con un commerciale.

Ti chiederanno sicuramente una previsione sul numero delle spedizioni che dovrai effettuare con la tua attività, un dato che non sarai in grado di fornire non essendo ancora partito. Dovrai giocartela con un po’ di astuzia, lascia il discorso in sospeso e ascolta tutte le altre proposte. In un secondo appuntamento comunicherai l’offerta della concorrenza e dalle cifre assurde che ti hanno chiesto all’inizio si arriverà a 6-7 € a spedizione, con giacenza gratuita.

Gestione dei pagamenti

carta di creditoI pagamenti online costituiscono un aspetto molto delicato per la gestione di un e-commerce. La gente vuole sentirsi al sicuro, giustamente aggiungerei.

Il primo metodo di pagamento che dovrai implementare è sicuramente Paypal, che non richiede spese di sorta per l’apertura di un conto business, ma che tratterà fino al 3,4% + 0,35 € per ogni transazione nella zona Euro.

Sebbene Paypal funga da gateway di pagamento anche per i non iscritti, elaborando le transazioni con carta di credito, è bene fornire almeno un paio di alternative all’utente. È una delle regole basilari della vendita : con una unica soluzione proposta, nella fase finale il cliente è portato a valutare due alternative, compro o non compro. Ponendogli di fronte una pluralità di scelte, sarà più portato a valutare quale sia l’opzione migliore per concludere l’acquisto.

In passato per gestire i pagamenti online con POS virtuale avevamo solamente GestPay di BancaSella, ora anche altre banche hanno immesso nel mercato la loro soluzione. Abbiamo Setefi d’Intesa San Paolo, Pagonline di Unicredit, KeyPay di CartaSi e IWSmile di IwBank

Verifica quale istituto di credito ti assicura le condizioni migliori e iscriviti su Aicel, il forum dove l’e-commerce s’incontra. Per gli iscritti di questa community, molto spesso sono previste delle convenzioni vantaggiose e non approfittarne sarebbe sciocco.

Anche il pagamento in contrassegno è una carta da giocare, i più scettici valuteranno con attenzione questa alternativa. Ci sono negozi online che hanno costruito la loro fortuna venendo incontro a tutte le esigenze del cliente. In questo caso i soldi finiranno in mano al corriere, che a fine mese ti farà il bonifico di quanto dovuto.

La scelta dell’hosting

hostingVeniamo all’aspetto tecnico, il negozio vero e proprio. Chiuditi in casa, non farti disturbare da nessuno e pensa al brand, un nome facilmente ricordabile e che non possa essere confuso con altre realtà già esistenti.

Il tuo marchio non deve coincidere con la ragione sociale, ma possibilmente brand e dominio dovranno essere uguali. In precedenza ho scritto un articolo su come scegliere un dominio, leggilo attentamente perché è una scelta sostanzialmente irreversibile, che può determinare il successo o il fallimento di un’attività.

Insieme al dominio avrai bisogno anche di uno spazio virtuale per allestire il negozio, considerando che si tratta di un’attività lavorativa non è consigliabile risparmiare scegliendo un hosting economico. Sul mercato troviamo diverse soluzioni professionali, con server adeguati per far funzionare l’e-commerce 24 ore al giorno. Aruba è sicuramente l’hosting più conosciuto ma personalmente preferisco Siteground, una società molta valida, con assistenza clienti che risponde in tempo reale via chat. Nel caso si presentasse un qualsiasi problema, avere la possibilità di risolverlo tempestivamente è un fattore da tenere in seria considerazione. Siteground mette a disposizione tre pacchetti, il più economico, consigliato per massimo 10.000 visite mensili viene solo 3,95 € al mese, ti consiglio vivamente di approfittarne e aprire il tuo spazio web su Siteground. Adesso esaminiamo la piattaforma vera e propria, che gestirà l’intero negozio online.

La piattaforma di commercio elettronico

woocommerceFino adesso abbiamo parlato di costi e probabilmente sarai un po’ sfiduciato, allora dai, vediamo qualcosa di gratuito.

Per allestire l’e-commerce ci sono tante soluzioni open source, ho già parlato di quali siano le migliori piattaforme per l’ e-ecommerce, con un approfondimento dedicato a Magento, quindi oggi parliamo un po’ di WordPress e del suo plugin WooCommerce.

Perché WordPress? Questa piattaforma è nata per permettere a chiunque di aprire un blog, con pochi semplici passi, poi con il tempo ha esteso le sue funzionalità, rendendo di fatto WordPress una soluzione valida per qualsiasi esigenza. Ma il suo scopo principale rimane senza dubbio il blogging.

Tantissime aziende hanno capito l’importanza del content marketing, affiancando al loro negozio virtuale uno spazio dedicato ad articoli con approfondimenti, notizie e tutorial. Mi viene da pensare a Leroy Merlin, che non credo utilizzi WordPress, ma comunque resta valido il concetto. Quanta gente interessata al fai da te, cerca su Google delle guide per realizzare un impianto d’irrigazione o montare un box doccia? Senza spendere un euro in campagne pubblicitarie, Leroy Merlin si assicura un’ottima visibilità che sfrutta citando e mostrando suoi prodotti nelle pagine delle guide.

WordPress ti permette di fare tutto questo, aprendo un sottodominio sul tuo spazio web, potrai descrivere meglio i tuoi prodotti, specificandone gli utilizzi e i vantaggi per il cliente. Una promozione non troppo forzata, ma che porterà sicuramente dei benefici con il tempo. Ho specificato un sottodominio perché non dobbiamo confondere Google, che potrebbe identificare il tuo sito come blog e non come e-commerce, penalizzandoti nelle ricerche dove gli utenti cercano specificamente un oggetto da comprare. Con il sottodominio il problema non si pone e puoi andare ad abbracciare una fascia di pubblico che altrimenti non potresti raggiungere.

Tornando all’e-commerce vero e proprio, ti consiglio vivamente di non lesinare sulle descrizioni dei prodotti, non caricare solamente una foto, ma almeno tre per ogni articolo. Anche un video può essere uno strumento molto utile. Dobbiamo limitare al minimo i resi.

Il decreto legge n.21 del 21 febbraio 2014 ha modificato la disciplina dei contratti conclusi a distanza, portando a 14 giorni solari il diritto di recesso da parte del cliente. Dopo che questi ha comunicato la sua intenzione di restituire la merce, il venditore ha a disposizione ulteriori 14 giorni per procedere al rimborso e se vuole avvalersi della facoltà di far pagare al cliente le spese di spedizione per la restituzione, dovrà indicarlo preventivamente nei termini di utilizzo.

Se i resi cominciano ad essere troppi l’attività ne risentirà considerevolmente, è bene quindi procedere con descrizioni dei prodotti molto accurate.

Fai decollare la tua attività

clientiOra che abbiamo completato il quadro ci serve la cosa più importante: i clienti. Purtroppo non possiamo fare un’inaugurazione offrendo pizzette e prosecco per far conoscere il nostro negozio, ma dobbiamo usare altre strategie.

Lascia perdere amici e parenti per fargli lasciare il Like sulla Fan Page che avrai sicuramente intenzione di aprire subito. Analizziamo soluzioni più efficaci; assolutamente si ai social network, ma ti avviso che riuscire a scatenare interazioni spontanee con un’attività commerciale non è facilissimo.

Ti ho già parlato del content marketing, comincia a preparare degli articoli per presentare la tua attività, e pubblicali nei siti che offrono gratuitamente il servizio di comunicati per il web. Attenzione ai link, usa l’attributo nofollow perché Google non è stupido, sa in questi siti i link non sono spontanei e la penalizzazione è dietro l’angolo.

L’apertura di un canale Youtube dove si vedono persone reali che parlando dei loro prodotti viene percepita come trasparenze e onestà, quindi armati di videocamera e metti da parte la timidezza.

Nel frattempo valuta soluzioni a pagamento, ci sono tanti network di affiliazione dove puoi pubblicizzare i tuoi prodotti, riconoscendo agli affiliati una commissione sulla vendita generata.

Anche Google Adwords è un ottimo strumento per cominciare a vendere fin da subito, in questo caso però pagherai a prescindere dall’evento generato, nel senso che il credito sarà scalato nel momento in cui l’utente clicca sul link o banner, anche se non sarà generata alcuna vendita. Ma una campagna Adwords, se affidata a un professionista, può essere veramente vantaggiosa.

Conclusioni

Spero di avere ancora la tua attenzione, lo so che l’articolo è stato un po’ lungo, ma gli aspetti da trattare erano molteplici. Ci tengo a precisare che le informazioni fiscali e normative non costituiscono in alcun modo delle consulenze, per fare le cose a modo dovrai necessariamente rivolgersi a un professionista, ma come abbiamo visto questa figura ti accompagnerà per tutta la durata dell’attività, che spero vivamente potrà essere fruttuosa.

Mi farebbe piacere conoscere il tuo punto di vista o se hai qualche dubbio possiamo provare a risolverlo insieme.

Un caro saluto e buon business.

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